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Fondo Ferruccio Parri | Archivio Aldo Aniasi

Fondo Ferruccio Parri (1944 febbraio 21 - 1947 aprile 8)

136 unità archivistiche collegate (totale del complesso)

Il riordino del fondo ha preso le mosse dal progetto “Viaggio nell’Italia distrutta. Lettere a Ferruccio Parri”, inaugurato nel marzo 2016 da Fondazione Aldo Aniasi, con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria. L’obiettivo del progetto è stato quello di valorizzare alcuni fondi contenuti negli archivi storici della Fondazione Aldo Aniasi e della Federazione italiana delle Associazioni Partigiane (FIAP), tra i quali uno riguardante l’attività del governo di Ferruccio Parri, fondatore della FIAP stessa, durante il periodo della ricostruzione dell’Italia nell’immediato secondo dopoguerra, dopo i bombardamenti, le distruzioni, dopo la sospensione civile e istituzionale determinata dalla guerra e dal crollo del sistema fascista. Carte d’archivio che ci restituiscono uno spaccato inedito dell’Italia del periodo, fondato sulle lettere ricevute e i documenti raccolti da Parri. Il governo Parri, insediatosi il 21 giugno del 1945, incarnò le speranze di tutto il paese e in particolare della sua parte popolare, dai contadini siciliani ai lavoratori delle fabbriche piemontesi e lombarde, verso un radicale cambiamento sociale. Nell'estate del 1945 l'Italia era, materialmente e moralmente, un paese distrutto: le comunicazioni interrotte, i servizi essenziali paralizzati, le infrastrutture in macerie, la maggior parte della popolazione al limite della sopravvivenza. Con la nomina di Parri – uno dei più importanti dirigenti della Resistenza partigiana – sembrò potersi instaurare un nuovo ciclo, si diffuse la speranza di ricostruire in modo profondamente nuovo, scardinando le vecchie strutture del regime fascista ma anche dello stato monarchico e liberale, la cui crisi aveva spianato la strada all’ascesa di Mussolini. Il tentativo durò però soli cinque mesi fermato dal cambiamento del clima politico il 24 novembre 1945, quando Parri si dimise nel corso di una conferenza stampa notturna alla quale aveva invitato la stampa estera. Due settimane dopo nacque il primo governo guidato dal leader democristiano Alcide De Gasperi e una storia d’Italia diversa da quella che molti avevano immaginato possibile. Anche a causa del clima internazionale, siamo all’alba della Guerra Fredda, l’Italia tornava ad accentrarsi a Roma, a distanza dai territori che, dimostrano le carte di Parri, avevano mostrato una profonda volontà e capacità di sperimentazione politica. Tra le carte contenute nel Fondo Parri dell’Archivio storico Aldo Aniasi infatti, una parte racconta lo stato del paese durante i cinque mesi del governo Parri, attraverso i dati inviati al capo dell’esecutivo dai prefetti delle maggiori città italiane, e descrive i territori, le emergenze e le iniziative, i progetti di sindacati, imprenditori e cittadini su ricostruzione, energia, trasporti, industria, previdenza, cooperazione. È presente anche una rassegna della stampa estera e nostrana che seguivano in tempo reale i tentativi di quella Italia dei territori insorti; dei prefetti del nord nominati dal Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI) dopo la Liberazione; dei Comitati di Liberazione (CLN) locali. Protagonismi politici e ideali che negli anni successivi sopravvissero nelle spinte riformiste municipali e che mantennero viva una tradizione legata all’Italia delle autonomie e della democrazia partecipativa. Un’altra sezione delle carte è invece dedicata in modo più puntuale al governo Parri, alla raccolta della rassegna stampa italiana ed estera su di esso e all’analisi della crisi avvenuta nell’autunno del 1945. Altre carte, infine, sono relative allo stato delle ex colonie italiane in Africa alla fine del conflitto e alla situazione dei prigionieri di guerra italiani.

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